Quest’anno con una settimana di ferie a disposizione, ho deciso di intraprendere l’avventura che partendo in bici da casa mi porterà fino a Firenze. Sicuramente i Video su YouTube che trovate sui link qui a fianco, vi mostreranno più in dettaglio i paesaggi e le strade attraversati.
I giorno: partito da Casa (San Vendemiano) ho seguito la SS13 attraversano il Piave, Treviso, fino ad arrivare a Mestre. Da qui ho attraversato il ponte della libertà, e mi sono imbarcato sul ferry boat per il Lido di Venezia. Attraversato questo altro ferry boat per la Pellestrina, infine un traghetto per raggiungere Chioggia dove ho pernottato.
II giorno: partito da Chioggia mi sono addentrato nel groviglio di strade sul Delta del Pò, attraversando su una chiatta all’altezza di Albarella. Infine arrivo al Lido delle Nazioni dove ho passato la seconda notte.
III giorno: Partito dal Lido delle Nazioni ho attraversato Porto Garibaldi sempre su chiatta subito dopo ho attraversato Ravenna e Forlì da dove sono iniziati gli Appennini. Poco più avanti di Predappio ho passato la terza notte.
IV giorno: partito dal B&B dove ho pernottato, ho iniziato la lunga salita fino al Valico tre Faggi. Da qui lunga discesa e un tratto con l’Arno sulla destra e sono arrivato a Firenze.
V giorno: rientro in treno da Firenze... l’avventura è finita!
Alcune Segnalazioni per chi volesse intraprendere questa avventura.
I tratti più pericolosi sono dopo il delta del Pò in direzione Ravenna, in quel tratto c’è la zona industriale. La si può evitare facendo lunghi tratti di sterrato (per chi ha la bici da strada può essere un problema).
Altro tratto poco interessante è l’avvicinamento a Firenze sulla strada che fiancheggia l’Arno sul lato sinistro. Qui forse ci sono strade alternative, facendo un pò più di salita (arrivando da Fiesole per esempio).
C’è un passaggio poco segnalato a Mestre poco prima del Ponte della libertà che serve per attraversare i binari. Sul video lo vedete.
Da Casa a Chioggia
Da Chioggia al Lido delle Nazioni
Dal Lido delle Nazioni alla Grande Quercia
Dagli Appennini a Firenze
Tarvisio Bled Klagenfurt
18/09/2025
Il giro che vi racconto oggi è la mia prima esperienza di tour in bici di più giorni, con bagagli agganciati alla bici. Date una occhiata al video YouTube, attendo commenti!!! I giorno Partiamo dalla stazione dei treni di Tarvisio, direzione Slovenia. Saliamo sulla ciclabile Alpe Adria, prima tappa Kranjska Gora. Alla fine della prima giornata ritorneremo qui per pernottare la prima notte.
Proseguiamo sulla ciclabile e all’altezza di Mojstrana svoltiamo a destra su strada normale. Superata una salita con pendenze anche a due cifre, ci addentriamo in una vallata fino al lago Bled. Il lago è bellissimo, molto turistico, qui ci fermiamo per mangiare qualcosa. Nel pomeriggio ripartiamo in direzione Jesenice, incrociamo la strada del mattino a Mojstrana e da qui su ciclabile, torniamo a Kranjska Gora. 100KM percorsi.
II giorno Dopo una buona colazione, prima di partire veramente, andiamo a visitare il lago Jezero Jasna vicino a Kranjska Gora. La prima parte della giornata è caratterizzata dalla scalata al passo che porta dalla Slovenia all’Austria. Sono circa 3 km con pendenze anche del 15%. Ma ancora peggiore è la discesa, con pendenze che arrivano al 20%. La mia preoccupazione erano i freni ma alla fine va tutto bene. Superato il passo ci dirigiamo verso Villach e da qui al lago Wörther See. Lo percorriamo tutto nel lato a sud fino a raggiungere la nostra meta, Klagenfurt. 70KM percorsi.
III giorno Ultimo giorno, partiamo verso le 9.30 in direzione Villach e dopo Tarvisio. Il lago Wörther See questa volta lo percorriamo sul lato nord. Verso mezzogiorno ci fermiamo a Villach per un pranzo veloce. Partiamo verso le 14.00 per raggiungere in 2 ore Tarvisio. Questo tratto è caratterizzato da 6km di sterrato, ma ben battuto. Alle 16.00 raggiungiamo il confine per riprendere la ciclabile alpe Adria e in poco più di 30 minuti siamo alla stazione dei treni di Tarvisio. 80KM percorsi.
Questo primo viaggio in bici ci è servito per capire tante cose, tarare i bagagli, il vestiario, gli alloggi ecc..
Prima cosa i bagagli, tutti della ROCKBROS, ho utilizzato una borsa agganciata al sottosella di circa 10 litri, una borsa agganciata al manubrio da 3 litri e un borsello centrale da 1 litro.
Sulla borsa posteriore ho messo tutto quello che mi serviva per dormire, più un ricambio di vestiario da ciclismo, compreso giacca invernale per la sera, kit per l’igiene personale, carica batterie e sulla parte esterna un paio di sandali di plastica per andare in giro.
Nella borsa anteriore avevo tutto l’occorrente nel caso di pioggia, vestiario nel caso di un calo delle temperature e una camera d’aria.
Infine nel borsello centrale avevo kit per assistenza bici più camera d’aria, documenti, telefono e qualcosa da mangiare.
Per gli alloggi abbiamo optato per appartamenti, soprattutto per poter tenere con noi le bici durante la notte.
Per concludere l’esperienza è stata fantastica. Visitare in bici le citta e i luoghi di parte della Slovenia e dell’Austria è fantastico, penso che avremo fatto il 95% del percorso su pista ciclabile. Ci si ferma quando si vuole dove si vuole. Unica preoccupazione è raggiungere la meta e trovare l’alloggio.
Questo è stato un primo test, sicuramente da rifare anche con più giorni e distanze maggiori.
Guarda il video su YOUTUBE
Passo Manghen
31/10/2022
Oggi parto in solitaria da Primolano per raggiungere il Passo Manghen.
Si lo so, siamo quasi a Novembre, ma viste le temperature riusciamo ancora a fare giri in bici a quote superiori ai 2000 metri s.l.m. , incredibile.
I primi 20 km sono sulla ciclabile del Brenta, in leggera salita (si parte da quota 200 e a Borgo Valsugana sono intorno ai 350 metri).
Da qui iniziano i 22 km che portano al passo Manghen. I primi 15 km hanno alcuni tratti che toccano il 9% di pendenza, la maggior parte è intorno al 7% di media, sono gli ultimi 7 km che la strada si fa impegnativa, non va mai sotto il 9%-10% con tratti anche al 13%.
Gli ultimi chilometri della salita sono sicuramente i più suggestivi, a un certo punto ci si rende conto di trovarsi in una specie di anfiteatro naturale con una visuale ottima sulla strada che sale verso il passo (penso offrirebbe uno spettacolo incredibile nel caso di un passaggio del giro d’Italia).
Lungo tutto il percorso c’è una segnaletica ottima per i ciclisti, ogni 2-3 km circa c’è un cartello che mostra la strada già fatta e quella ancora da fare per il passo con la % di pendenza nel tratto successivo; mai vista una segnaletica così dettagliata.
Raggiungo il passo verso le 13.30, la temperatura di circa 12 C° sopra i 2000 metri mi sorprende visto il periodo; in cima c’è una malga, ma è chiusa, non mi resta che iniziare la lunga discesa.
Se fate questo giro nello stesso periodo dell’anno, vi segnalo che dopo le 15:00 il tratto sulla ciclabile da borgo Valsugana fino Primolano è in gran parte all’ombra. Nonostante non abbia piovuto la strada risulta bagnata e viscida.
Pista ciclabile del Brenta
Passo Manghen
Stelvio dal lato Svizzero
17/07/2022
Anche quest’anno si sale sul passo dello Stelvio. Una delle salite in bici più iconiche del nostro bel paese.
Questa volta però voglio salire dal versante Svizzero, versante utilizzato anche in occasione del giro d’Italia del 2017.
Parto alle 8.00 dal Prato dello Stelvio a quota 910 mslm. Pedalata di riscaldamento e si raggiunge Glorenza. Da qui svolta a sinistra e si inizia a percorrere la strada che mi porterà verso la Svizzera.
Poco dopo aver attraversato il confine Italia - Svizzera raggiungo la cittadina di Val Müstair, dove risiede un patrimonio Unesco, il convento Benedettino del VIII secolo di San Giovanni.
Ancora un paio di pedalate e raggiungo il paesino di Santa Maria Val Müstair 1380 mslm, in centro paese svolta a sinistra e qui inizio subito a capire cosa mi aspetta... bella rampa sopra il 10%... così inizia la salita che dovrà portami al passo Umbrail e dopo al passo Stelvio.
I primi 7 km difficilmente vanno sotto il 9% ma sono tutti all’ombra di un bellissimo bosco, fino al tornante dove trovi un bel ristorantino con vista sulla valle svizzera incantevole. Dopo non è che vada meglio, solo che sei sotto il sole e anche se la quota inizia ad essere sopra i 2000 mslm, se il sole splende, fa comunque caldo.
Altri 6 km e raggiungo il Passo Umbrail 2510 mslm, bivio per chi vuole scendere a Bormio oppure salire al passo dello Stelvio.
Altri 3 km al 9% e finalmente raggiungo ’The king’ 2750 mslm. Qui mi aspetta un ottimo panino con wustel crauti e senape più una birra fresca, serviti di fronte un panorama incredibile, il versante dello Stelvio che dà verso ’le scalette’ (così sono chiamati gli ultimi 23 tornanti del lato Italiano).
Foto di rito e giù per i 28 km che mi riporteranno a Prato dello Stelvio.
Giudizio sulla salita lato italiano e svizzero. Quello Italiano è più iconico per quello che ti si presenta difronte quando inizi ad affrontare le scalette finali. Quello Svizzero però è sicuramente più alberato e fresco, e soprattutto con meno traffico.
Altra cosa occhio alle fontane, l’ultima che si trova nel versante svizzero è dentro il paesetto di Santa Maria Val Müstair dopo hai ancora 17 km di salita. Sul versante italiano ci sono 2 fontane una di fronte il ristornate Rocca Bianca e una a metà delle scalette.
Monastero di San Giovanni
Passo dello Stelvio
Passo Gavia
25/07/2021
Oggi temo di essermi cimentato in una impresa più grande di mè.
IL GAVIA
Approfitto della giornata in cui chiudono il traffico motorizzato sul passo e la strada è solo di noi ciclisti, per affrontare una salita che ha fatto la storia del ciclismo, con imprese rimaste nell’immaginario collettivo come il giro del 1988.
Parto poco distante da Ponte di legno. I primi KM sono tranquilli, fino al raggiungimento del Ristoro Pietra Rossa. Da qui inizia il vero GAVIA.
4-5 km al 12% di pendenza con punte del 15%. Da subito capisco che se voglio arrivare alla fine devo gestirmi. Salgo regolare con una pedalata molto tranquilla, e la cosa funziona. Non vado mai fuori giri e le gambe girano... lo sto scalando questo mostro...
Quando il bosco finisce le pendenze diventano più digeribili... siamo sul 10%. La strada è stupenda, segue il crinale della montagna senza più tornanti fino all’imbocco della galleria.
In galleria il problema è il freddo che inizia a farsi sentire. Quando esco sono anche circondato da nuvole, ma ormai vedo la cima, mancano un paio di tornanti. E’ ancora dura però e a questo si aggiunge un fondo stradale compromesso. Svolto l’ultimo tornante e finalmente vedo il rifugio, la strada ora è bellissima appena asfaltata. Ormai è fatta. Provo una sensazione incredibile, un misto di soddisfazione, gioia, voglia di urlare a tutti... ce l’ho fatta, ho scalato il GAVIA.
Da segnalarvi ho due punti:
1 - La galleria, a pochi chilometri dalla vetta, non è illuminata nei giorni normali. Io ho trovato un faro acceso che dava anche fastidio, solo perchè era la giornata dedicata ai ciclisti e per una gara in corso. Serve una pila frontale.
2 - Dopo la galleria ci sono 3 - 4 tornanti con un manto stradale devastato, c’è il rischio di forare.